Il Battistero

Anche Trieste possiede un mosaico dell’artista gesuita Marko Ivan Rupnik, autore che coniuga lo spirito d’Oriente a quello d’Occidente e che è conosciuto nel mondo per i mosaici commissionati dai cardinali per la cappella “Redemptoris Mater” in Vaticano in occasione del giubileo sacerdotale di papa Giovanni Paolo II, e per quelli sparsi nelle chiese e basiliche in tutto il mondo, dall’America al Medio Oriente, da San Giovanni Rotondo a Fatima, da Lourdes a Madrid, da Parigi a Lubiana.

Il mosaico è stato realizzato nella chiesa parrocchiale di santa Teresa del Bambino Gesù del battistero. Il progetto – fortemente voluto dal parroco don Paolo Iannaccone e dal Consigli parrocchiali e realizzato dagli architetti Paolo Marciani di Roma e Giovanna Tognon di Trieste – si è potuto concretizzare grazie al fondamentale contributo del dott. Vincenzo Molinari, che con un’opera concreta per questa chiesa ha voluto ricordare la defunta moglie, e ai liberi contributi della Fondazione “Luigi Perrone” e dei tanti parrocchiani e non che, con la propria generosità, stanno tuttora dimostrando di credere nel progetto permettendo che questo sogno si tramuti in realtà.

La chiesa di via Manzoni, progettata nel 1973 dagli architetti Luciano e Carlo Celli e Dario Tognon, si ritrova con uno spazio dedicato appositamente al battesimo individuato alle porte della chiesa, come da antica tradizione cristiana, ed eseguito dall’Impresa di Costruzioni edili Cieffe. Il fonte e il portacero pasquale, blocchi unici di marmo “Sivec” dalla Macedonia, lavorati a mano da un marmista sloveno e disegnati dallo stesso Rupnik, e le porte a vetro con disegni ispirati a due famosi mosaici della Basilica patriarcale di Aquileia (si tratta del buon pastore e della lotta tra la tartaruga e il gallo) hanno come corona un mosaico di ca. 25 mq. a tema battesimale, ispirato al capitolo 22 del libro dell’Apocalisse, in armonia con il complesso architettonico esistente e realizzato su idea del medesimo artista gesuita e dall’Atelier di Arte spirituale del Centro “Ezio Aletti” di Roma.

Padre Rupnik è artista ma anche teologo: è docente presso il Pontificio Istituto Orientale, alla Gregoriana, e a Sant’Anselmo, ed è autore di numerose pubblicazioni. Nel 1994, incoraggiato da alcuni artisti, decise di aprire al Centro “Ezio Aletti” di Roma un Atelier dell’Arte spirituale, dove si potesse creare insieme per la Chiesa. Lì si attinge alla memoria della tradizione iconografica delle Chiese dell’Oriente e dell’Occidente, perché solo così, “a pieni polmoni”, si è convinti di poter conoscere e testimoniare Cristo sempre più integralmente. Ci si ispira all’icona bizantina come espressione di un linguaggio figurativo, coloristico, che l’Oriente cristiano ha saputo così bene purificare con criteri della liturgia, ma anche al romanico e al gotico.

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