Don Adriano Campitelli

Nato a Valle d’Istria il 22 settembre 1927, rimase orfano del papà già all’età di 3 anni; ha vissuto il periodo della guerra; ha frequentato il Liceo dal 1942 al 1945 a Parenzo; ha patito le tragiche conseguenze del dopoguerra come profugo, lasciando il proprio paese e la propria terra.

Proseguì gli studi a Vicenza e sviluppò la propria formazione culturale e religiosa a Roma alla Pontificia Università Gregoriana, presso il Pontificio Seminario Lombardo, nel periodo 1948-1954.

A Trieste il 28 giugno 1953 ha ricevuto, assieme a don Mario Penco, a don Guerrino Zangrando e a don Mario Gerdol, l’ordinazione sacerdotale da Mons. Santin nella Cattedrale di San Giusto. Subito dopo, l’incarico di cappellano presso la Parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli e il servizio presso la GIAC (Gioventù Italiana Azione Cattolica), di cui divenne assistente diocesano. Si trovò così, giovane prete entusiasta, ad essere punto di riferimento di tanti giovani.

A quasi 31 anni, nell’agosto del 1958, di ritorno da un campo scuola in montagna, il tragico incidente stradale con la moto segnò la sua vita: prima il coma, poi una difficilissima operazione per gravi lesioni alla scatola cranica con ematomi interni. Le terribili conseguenze non immediate comparvero dopo e si manifestarono con un lunghissimo periodo di convalescenza e riabilitazione fisica ma soprattutto mentale.

Riprese il suo servizio sacerdotale nel 1961 nella parrocchia della B.V. del Soccorso, seguì la GIAC e il ricreatorio di Via Franca, insegnò in Seminario e alla scuola elementare; riuscì a laurearsi in Teologia Dogmatica nel 1962, fu anche Consulente Ecclesiastico del Segretariato Diocesano degli Esercizi Spirituali.

Dagli anni ’70 fino al 2007 ha svolto il suo incarico nella Parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù di Via Manzoni, dove fu anche Vicario, affiancando il parroco Mons. Giuseppe Rocco e successivamente accanto a don Roberto Rosa (attuale parroco della chiesa di San Giacomo [ndr. 2018]).

Soffrire ed offrire era il suo programma, con l’aiuto di Dio e la presenza costante di sua mamma Maria e di sua sorella Diva con la famiglia. Si considerava e viveva come un semplice prete di parrocchia, sempre disponibile ad ascoltare chiunque, soprattutto nel confessionale, e sempre a stretto contatto con la gente. Discreta e sicura guida spirituale per tante persone, un’anima semplice e quasi ingenua. Soffriva in silenzio la sua situazione, ha sopportato per tutta la vita le tragiche conseguenze dell’incidente, ricevendo talvolta anche umiliazioni, accettate sempre con il sorriso e dedicando ogni giorno e totalmente la sua vita al Signore.

In occasione del suo 50° anniversario di ordinazione sacerdotale, nel giugno del 2003, fu ricevuto a Roma in udienza generale da Papa Giovanni Paolo II ed ebbe da Mons. Eugenio Ravignani la nomina di Canonico Ordinario della Cattedrale di San Giusto.

Passò gli ultimi 4 anni della sua vita come ospite della Casa di Riposo “Livia Ieralla” di Padriciano ed è morto il 17 agosto 2011 in ospedale a Trieste.

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