Santa Teresa del Bambino Gesù

Storia di Santa Teresa del Bambino Gesù

Thérèse Françoise Marie Martin, meglio conosciuta come Teresa di Lisieux, è stata una religiosa e mistica francese.

Monaca carmelitana presso il monastero di Lisieux, è venerata come santa dalla Chiesa cattolica; nella devozione popolare è più nota come santa Teresina, diminutivo usato per distinguerla dall'altra santa carmelitana, e Dottore della Chiesa, Teresa d'Avila.

Santa Teresa del Bambin Gesù del Santo Volto è il nome da lei assunto al momento della professione dei voti. La sua festa liturgica ricorre il 1º ottobre.

Thérèse Martin, ultimogenita di Louis Martin e Marie-Azélie Guérin, nacque il 2 gennaio 1873 ad Alençon (Francia).

In gioventù entrambi i suoi genitori avevano desiderato abbracciare la vita consacrata, desiderio che nessuno dei due poté realizzare. La dimensione religiosa fu molto presente nella loro vita matrimoniale. I coniugi Martin sono venerati come beati dalla Chiesa cattolica.

Thérèse rimase orfana di madre all'età di quattro anni. Nei suoi manoscritti Thérèse racconta che questa fu la prima bara che vide. La seconda fu soltanto quindici anni dopo, quando si trovò di fronte alla bara di madre Genoveffa di santa Teresa, un'altra delle figure più significative della vita di Thérèse.

Alla morte di Zélie, lo zio Isidore Guerin, fratello della madre, fu nominato co-tutore delle cinque sorelle Martin. Il 15 novembre 1877, Louis Martin si trasferì a Buissonnets, nella periferia di Lisieux, per stare più vicino al cognato, che a Lisieux gestiva una farmacia. La cugina minore, Marie, fu compagna di giochi di Thérèse e ne diventò una delle sue allieve quando alla santa fu affidato l'incarico di maestra delle novizie.

Un legame quasi filiale legava Thérèse alle sue sorelle maggiori, Pauline e Marie. Nel 1882, quando Pauline entrò nel monastero carmelitane, la crisi innescata dalla morte della madre si acuì e Thérèse giunse a somatizzare il suo stato psichico. Avrebbe desiderato seguire la sorella in convento, ma ciò le fu negato per la sua giovane età. Questa prima crisi si risolse nel giro di pochi mesi, ma si ripresentò con l'ingresso in convento dell'altra sorella, Marie, nel 1886.

Nella notte del successivo Natale, Thérèse risolse la sua nevrosi. Ella comprese il suo bisogno di intraprendere una ricerca per giungere ad una conoscenza approfondita di Dio. Questa ricerca, che Teresa definì "Scienza d'amore", le fece maturare il desiderio di diventare suora carmelitana, seguendo le orme delle sorelle.

Un giorno verso il tramonto Thérèse e la sorella Celine discutevano sul Belvedere dei Buissonnets dei temi trattati dal canonico di Chambéry Arminjon che si ispirava agli scritti di Sant'Agostino. Thérèse e Celine raccontarono che il Belvedere all'istante cessò di essere Lisieux: ma che si trovavano ad Ostia in compagnia di Santa Monica e Sant'Agostino.

Thérèse seguì, per circa due mesi, sul quotidiano La Croix lo svolgersi del processo di Enrico Pranzini, che aveva assassinato tre donne. A Thèrèse del "grande criminale" importava solo salvare l'anima, in una sorta di sfida personale contro Satana e quasi per provare la solidità della sua alleanza con Dio. Per Pranzini moltiplicò preghiere e sacrifici coinvolgendo in quest'azione di salvataggio anche sua sorella Celine.

L'esecuzione di Pranzini fu eseguita all'alba del 31 agosto 1887. Leggendo il giornale, Thérèse trovò il racconto delle ultime ore di vita del condannato: Pranzini si pentì all'ultimo istante e baciò il crocifisso dopo un primo rifiuto. Questo fu l'inizio dell'attività missionaria di Thérèse.

All'età di 14 anni Teresa decise quindi, seguendo l'esempio di Teresa d'Avila, di «mettersi sulle tracce» di Gesù, diventando anch'essa monaca. Sebbene le monache del Carmelo avessero dato il loro parere favorevole, e il padre e con qualche difficoltà anche lo zio avessero dato la loro autorizzazione, per la sua giovane età ella trovò l'opposizione del parroco di Saint-Jacques, il reverendo Delatroètte, che le consigliò di rivolgersi al vescovo. Nel novembre 1887 il vescovo di Bayeux, Flavien-Abel-Antoinin Hugonin, le negò il permesso e lei intraprese con il padre Louis ed la sorella prediletta Celine un viaggio a Roma per rivolgere questa sua richiesta direttamente a papa Leone XIII.

A Roma, durante l'udienza con Leone XIII, nonostante il divieto di parlare in presenza del Papa imposto dal vescovo di Bayeux, Teresa si inginocchiò davanti al Pontefice, chiedendogli di intervenire in suo favore per l'ammissione in convento. Il Papa tuttavia non diede l'ordine auspicato, ma le rispose che, se la sua entrata in monastero era scritta nella volontà di Dio, questo desiderio si sarebbe certamente adempiuto.

Sulla via del ritorno il vescovo cambiò opinione su Thérèse e diede il proprio permesso. A poco più di quindici anni, il 9 aprile 1888, Teresa fece il suo ingresso al Carmelo, dove assunse il nome di "Teresa del Bambin Gesù", aggiungendovi in seguito "del Volto Santo". Il suo nome completo da religiosa è "Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo".

In monastero conobbe la fondatrice del carmelo di Lisieux, Madre Genoveffa, al secolo Claire Bertrand. Quest'anziana monaca fu modello di vita monastica e riferimento teologico per Teresa. Fu lei infatti che la esortò a coltivare il valore della pace a cui Teresa già aspirava per indole, e attorno a questo tema Teresa ricamò il suo pensiero teologico[4]

Nel 1893 fu nominata vice-maestra delle novizie, in aiuto a madre Maria Gonzaga.

Nel 1894, dopo una lunga convalescenza, Louis Martin morì, e Celine che lo aveva accudito, entrò nello stesso Carmelo dove già si trovano le sorelle. La sua macchina fotografica ci ha lasciato le fotografie di Thérèse.

Il grande desiderio di Teresa di recarsi in missione in Indocina non si realizzò mai a causa della sua malattia. Il progredire inarrestabile di essa, tuttavia, non le impedì di prendersi cura dei missionari in partenza per il sud-est asiatico e pregare per loro.

A questo scopo madre Maria di Gonzaga affidò quali fratelli spirituali, secondo una consuetudine del tempo, i missionari Maurice Belliere e Adolphe Roulland, missionari rispettivamente in Africa ed in Cina, affinché essa sostenesse per mezzo della preghiera il loro lavoro apostolico.

Thérèse aveva sempre desiderato avere un fratello sacerdote e anche per questo si rammaricava per la morte precoce dei suoi veri fratelli di sangue.

Dello scambio epistolare di Thérèse con i missionari sono rimaste 36 lettere.

Teresa di Lisieux nella sua breve vita si cimentò anche con l'arte dello spettacolo: il teatro. Compose infatti 8 lavori teatrali che mise in scena personalmente nel teatro del Carmelo, curandone personalmente non solo la scenografia ma anche i costumi, talvolta figurando come protagonista. Tali lavori ebbero come nome Récréations Pieuses (Ricreazioni Pie).

Patrona dei missionari dal 1927, dal 1944, assieme a Giovanna d'Arco, è considerata anche patrona di Francia.

Il 19 ottobre 1997 fu dichiarata Dottore della Chiesa, la terza donna a ricevere tale titolo dopo Caterina da Siena e appunto Teresa d'Avila.

(liberamente tratto da www.wikipedia.org)

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information